Corsa e CrossFit - Il blog del Manipulus Mosca - Manipulus Mosca

Vai ai contenuti

Menu principale:

Corsa e CrossFit

Manipulus Mosca
Pubblicato da in CrossFit ·
Tags: crossfitallenamento



 
Provoca spopolamenti come nemmeno la più letale influenza.
 
Causa improvvise ed inaspettate "assenze" dagli allenamenti.
 
Descrive una tra le peggiori bestie nere che ogni box CrossFit conosca.
 
È la corsa!

 
Perché la corsa è così osteggiata ancora da molti aspiranti crossfitter?
 
E perché invece dovrebbe rappresentare davvero una pietra angolare del CrossFit?

 
Scopriremo insieme che la corsa è profondamente insita nell’essere umano. E che la corsa è fondamentale negli sport come nel CrossFit. Grazie a due "testimoni" d'eccezione. E che, in fondo, la corsa è davvero bella; e questo ce lo confermerà un grande atleta. Ma procediamo con ordine.


 
Breve storia della corsa
 
Nonostante sia una delle fondamentali capacità umane, preceduta forse, solo dalla posizione eretta e dall’atto di camminare, la corsa continua purtroppo a rappresentare uno scoglio che in molti si rifiutano di affrontare, sia mentalmente che fisicamente. Eppure è proprio grazie ad essa, assieme alla nostra capacità di adattamento ed alla nostra razionalità, che siamo riusciti a restare in vita ed a permettere la continuazione della nostra specie nei secoli.

Possiamo anche fuggire dalla corsa, ma la corsa non fuggirà mai da noi. Uomo e corsa sono talmente indissolubili, che nel momento in cui non siamo più in grado di compierla, perdiamo funzionalità vitali essenziali per la nostra sopravvivenza.

Per lunghi secoli, per provvedere al nostro sostentamento, non essendoci i nostri “comodi” scaffali frigo ripieni di ogni genere di preda, i nostri antenati dovevano correre combattere e destreggiarsi dietro le loro prese, armati magari di armi rudimentali ma di un cervello meraviglioso. La stessa capacità era di vitale importanza in guerra, dove velocità e resistenza molte volte hanno rappresentato il sottile confine tra vittoria e disfatta. Gli antichi greci, artefici delle nostre radici culturali, furono anche i creatori dello sport, che altro non era se non addestramento guerriero nei periodi di pace. Basti pensare che nelle antiche olimpiadi, tutte le specialità erano riducibili a due soli ambiti, la corsa e la lotta, entrambe considerate basilari in guerra. Il pensiero non può non soffermarsi sulla leggendaria figura di Filippide, che noi comuni mortali ricordiamo egregiamente interpretato da Paolo Villaggio, il quale corse da Maratona ad Atene per portare le notizia della vittoria sui Persiani.





 
Perché è importante la corsa
 
A livello fisiologico e biomeccanico possiamo definire la corsa come un movimento ciclico in grado di mettere in movimento grandi masse muscolari senza grosse resistenze a livello periferico. Per questa ragione, potenzialmente, è possibile correre per tempi molto lunghi.

Questa caratteristica, che accomuna la corsa ad altri movimenti ciclici come nuoto corda vogatore ciclismo, permette di allenare ottimamente un muscolo troppo spesso poco considerato, il cuore. Ogni movimento ciclico è in grado di stimolare ottimamente il sistema cardio circolatorio, conditio sine qua non per un miglioramento globale di tutti gli altri aspetti. Un cuore sano, capace di sostenere sforzi prolungati senza affaticarsi, è una delle chiavi per mantenere un alto grado di salute per tutta la vita.

I movimenti ciclici, negli sport ibridi come il CrossFit, sono ottimi per migliorare l’efficienza del sistema cardio circolatorio soprattutto dal punto di vista aerobico, sia in termini di capacità, ossia la quantità totale di energia espressa dal sistema, che in quelli di potenza, ossia la quantità di energia nell’unità di tempo. Ciò si traduce anche in una migliore tolleranza e smaltimento dell’acido lattico, cosa davvero non da poco, soprattutto durante gli sforzi anaerobici lattacidi.

A coloro che, presi dal sacro furore dei circuiti che tutto possono, sono convinti che sia possibile allenare capacità e potenza aerobica senza movimenti ciclici, risponderemo negativamente. Per il semplice motivo che per ottenere dei miglioramenti sostanziali del sistema aerobico è necessario mantenere costanti e duratori intensità cardiache e ciò è possibile solo con un movimento ciclico, come la corsa. Per coloro che desiderassero saperne di più, nonostante non tratti specificatamente di CrossFit, rimandiamo all’ottimo articolo di Alain Riccaldi sulla corsa negli sport da combattimento.

CrossFit e corsa
 
Il CrossFit, inteso come sport che mira all’aumento nelle famose 10 abilità fisiche di base, considera la corsa fondamentale per raggiungere l’obiettivo. Per questa ragione racchiude tutti i movimenti ciclici nella gruppo del “condizionamento metabolico”, ciò che nel comune linguaggio da palestra sono chiamati “cardio”. Esso mira a migliorare tutti e tre le vie energetiche attraverso cui il corpo ottiene energia: fosfagena (anaerobica alattacida), glicolitica (anaerobica lattacida) e ossidativa (aerobica).
 
Tale e tanta è l’importanza del condizionamento metabolico che, nella famosa piramide che fissa gli aspetti che un crossfitter dovrebbe seguire, figura quasi alla base, secondo solo all’alimentazione ed al riposo.

A tal proposito Greg Glassman, fondatore del metodo CrossFit, scrive: “Esiste una gerarchia teoretica per lo sviluppo di un atleta. Alla base si trova l’alimentazione, seguita dal condizionamento metabolico, dalla ginnastica, dal sollevamento pesi e infine dallo sport. Questa gerarchia rispecchia in gran parte la dipendenza, l’abilità e, in un certo senso, l’ordine temporale dello sviluppo. Il flusso logico deriva dai fondamenti molecolari, dalla sufficienza cardiovascolare, dal controllo del corpo e degli oggetti esterni e, infine, dall’applicazione e dalla maestria. Questo modello è molto utile per analizzare i difetti e le difficoltà degli atleti. Noi non mettiamo deliberatamente in ordine questi elementi, ma la natura sì. Una carenza in uno qualsiasi dei livelli avrà degli effetti negativi sui componenti della “piramide” che si trovano più in alto”. (Guida CrossFit Level 1, pag. 25)



 
Il principio della piramide è che senza una solida base non si può padroneggiare agevolmente ciò che vi si trova sopra. Ergo, senza una adeguato equilibrio tra nutrizione e riposo non si raggiunge un efficiente condizionamento metabolico nei tre sistemi energetici, e di riflesso non ci si esprime al meglio nella ginnastica. E senza un buona padronanza del proprio corpo nello spazio, non si può raggiungere l’optimum nel muovere un oggetto esterno ad esso, come nei sollevamenti e nei lanci. Infine, solo raggiungendo un buon dominio in tutti i gradoni si può essere performanti nel proprio sport specifico, sia esso CrossFit od un’altra disciplina. Principio semplice quanto tremendamente efficace. E la corsa sta quasi alle base di questo meccanismo.
 
Lo stesso discorso può essere facilmente traslato verso quegli atleti agonisti o coloro che vogliono avvicinarsi alle gare di CrossFit. Potersi anche solo definire come “competitor” può essere molto entusiasmante. Ma pensare che il CrossFit sia tanta pesistica con un po’ di ginnastica ed una spruzzata di movimenti ciclici può essere deleterio per due ragioni. In primis, senza un adeguata capacità metabolica, il ritmo di molti WOD calerà pericolosamente nel giro di qualche minuto lasciandovi senza forze troppo presto. In secundis, come sempre più abbiamo sotto gli occhi in Italia ma non solo, quando vi sono eventi incentrati principalmente od esclusivamente su movimenti ciclici protratti per periodi medio lunghi, vengono ineluttabilmente a galla tutti i limiti della preparazione metabolica. Situazioni che nessuno vorrebbe incontrare sul proprio cammino, immaginiamo.


La corsa è bella!
 
Purtroppo quando per forza di cose ci troviamo a doverci confrontare con questo movimento, e lo notiamo nel box ogni giorno, scatta il panico generalizzato. Ciò è legato a due caratteristiche della corsa, una conseguenziale all’altra: ripetitività e noia. Poiché la corsa è noiosa, si preferisce “furbescamente” evitarla, così facendo si è sempre meno allenati per affrontarla e quindi ci si stanca mostruosamente, e quindi si continua ad evitare. E, in questo classico cane che si morde la coda, non si pratica e ci si stanca sempre di più quando si è obbligati a farla.
 
Dopo aver enunciato gli aspetti storico scientifici della corsa, guardiamo anche la corsa da altri punti di vista. Perché la corsa è bella. Perché la corsa riduce tensioni e nervosismo, crea momenti in cui ogni uomo è solo con se stesso immerso nella propria terra, migliora e fortifica il carattere. E poi ci fa tornare anche un po’ bambini quando, spensierati come solo i bambini sanno essere, muovevamo i nostri passi su questa Terra più velocemente possibile perché la curiosità e la voglia di andare veloce erano più importanti di tutto il resto.
 
La questione sta tutta nel fatto che, armati di sana voglia di migliorarsi e mettersi in gioco, bisognerebbe “rinnovare le nostre origini”, e quindi tornare a correre. Sempre con i propri tempi e secondo il proprio livello atletico, senza farsi troppo condizionare dagli altri, ma con la consapevolezza di svolgere una primordiale attività che, oltre a migliorare il livello sportivo, di riflesso, migliorerà di gran lunga la salute e quindi la nostra vita.
 
Quale migliore conclusione delle parole di Stefano Baldini, grande atleta italiano medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atene nel 2004. Nel suo libro “Maratona per tutti”, egli così interpreta la bellezza della corsa:
“Correre è un'attività bella in se. Il solo fatto di infilarsi un paio di scarpette e farsi il giro dell'isolato è bello. Ricavare un'ora di tempo libero dagli impegni della giornata (lavoro, famiglia, doveri) e dedicarla al silenzioso ascolto del proprio corpo è bello. Perché è bello staccare, scendere dal treno in corsa in cui si è trasformata la vita quotidiana della maggior parte delle persone. Chi poi è particolarmente fortunato e vive in regioni o località che hanno ancora tanta natura, grazie alla corsa, rientra in contatto con la terra e il cielo e riesce a mettere da parte gli strumenti della nostra modernità che ci aiutano ma ci separano: automobili, rumori, pareti dell'ufficio e altro. Sto parlando di quella sensazione che si può provare quando si arriva in cima a una montagna dopo una bella camminata. O quando si galleggia nel mare a parecchia distanza dalla costa. Solo che con la corsa lo puoi provare tutti i giorni, uscendo da casa tua. Correre è bello perché è l'elisir di una vita migliore. E non serve essere dei campioni o diventare degli atleti”.

Lorenzo Mosca






Per ulteriori approfondimenti vi rimandiamo alla pagina "Articoli Migliori", oppure cliccate sotto:








Pagina Facebook
Manipulus Mosca Copyright © 2010-2017
Tutti i diritti sono riservati - Privacy policy
Torna ai contenuti | Torna al menu