Come diventare un allenatore migliore? La differenza tra "coach" e "trainer" (parte prima) - Il blog del Manipulus Mosca - Manipulus Mosca

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Come diventare un allenatore migliore? La differenza tra "coach" e "trainer" (parte prima)

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Tags: allenatoresport


 
Come diventare un allenatore migliore? Quali sono le attitudini che distinguono un allenatore di base, tradotto in inglese come “trainer”, da un allenatore di livello avanzato, che possiamo tradurre come “coach”?



(Purtroppo questo è uno dei pochissimi casi in cui la ricchezza lessicale della lingua di Albione è superiore al nostro idioma. Infatti in italiano i concetti semantici di “coach” e “trainer” non hanno un preciso corrispettivo, confondendosi entrambi nel vocabolo “allenatore”. Non che questo debba essere un’istigazione ad abbandonare la nostra meravigliosa lingua, giammai, ma in questo caso ci premeva differenziare i due aspetti, e quindi utilizzeremo anche le due declinazioni anglofone).
 
Per rispondere a questa importante questione e fornire il nostro personale punto di vista, abbiamo deciso di tradurre e condividere un articolo di Joel Jamieson, allenatore statunitense, considerato una autorità nel campo della preparazione atletica. Ciò che oltreoceano chiamano “strenght and conditioning”. Specializzato in sport da combattimento, in primis MMA, è anche autore del famoso libro “Ultimate MMA Conditioning”.

Questo onorevole compito però, lo abbiamo svolto in due, costringendo così un'altra persona a supportarci e sopportarci, e in tal modo inaugurando di fatto una nuova collaborazione, che speriamo possa essere interessante e proficua. Ci siamo avvalsi infatti delle capacità linguistiche e delle competenze professionali di Giuseppe Chiapparino, allenatore e preparatore di Jiu Jitsu Brasiliano in quel di Napoli, uomo che ha fatto di ricerca, formazione e sperimentazione la propria cifra professionale.

Vi lasciamo quindi alla prima parte dell’articolo in questione, con le nostre considerazioni alla fine. Abbiamo anche inserito le risorse formative consigliate da Jamieson. Senza peccare di superbia, vi confessiamo che alcune di esse ci sono sconosciute, ma abbiamo voluto mantenere l’integrità dell’articolo e affidarci alla professionalità dell’autore. Buona lettura.





Le migliori risorse per un allenatore (prima parte)

Quando per la prima volta entrai nel settore del fitness 20 anni fa, se qualcuno mi avesse detto che alla fine sarei diventato noto come esperto nel condizionamento metabolico e avrei costruito un business online, avrei pensato fossero pazzi. Non fraintendermi, ne sapevo molto della forza, ma non sapevo quasi nulla del condizionamento. Ad essere onesti, non possedevo nemmeno un computer e non sapevo che le arti marziali miste erano un vero sport.
La mia carriera ha avuto molti colpi di scena inaspettati, ma sono stato in grado di costruire un'attività di successo facendo qualcosa di cui sono appassionato e che mi piace davvero, mentre aiuto migliaia di persone a ottenere risultati ed a migliorare la loro forma fisica.
All'inizio del nuovo anno, ho riflettuto sul percorso che mi ha condotto qui. Quello che voglio condividere con te è la singola lezione più importante che ho imparato lungo la strada.
 
La verità è che se vuoi avere successo nel fitness (se questo significa aiutare più persone, lavorare con le migliori squadre, fare più soldi, o semplicemente ottenere risultati migliori per te stesso) c'è solo una cosa che conta davvero.
Fai questa cosa, e alla fine tutto si unirà. Non farlo e non otterrai mai il successo di cui sei veramente capace.


L'unica cosa che devi fare per il successo nel fitness
(suggerimento: non è fare di panca “x” chili o far sudare i tuoi clienti)

Se vuoi arrivare in alto nella tua professione e ottenere che i tuoi atleti raggiungano i risultati che desiderano, devi essere un coach, non un trainer.
Quando ho aperto la mia palestra nel 2003, ero solo un “trainer”, un allenatore della forza che pensava che tutti quelli che fossero entranti nella mia palestra dovessero diventare più forti.
Nel 2004, tutto quello che pensavo di sapere essere un buon allenatore è cambiato quando un combattente di nome Ivan Salaverry è entrato nella mia palestra e mi ha chiesto se potevo addestrarlo per un combattimento K-1. A quel tempo, non sapevo nemmeno che K-1 fosse kickboxing, ma naturalmente ho accettato di allenarlo comunque. Mi son detto “perché no?”, tutto quello che dovevo fare era renderlo più forte. Sapevo come farlo, o almeno pensavo di saperlo fare.

 
Quando essere forti non è abbastanza
(quanto essere umiliato mi ha insegnato molto su ciò che non sapevo)

Ho trovato subito quanto ero in errore quando ho deciso di provare anch'io gli sport da combattimento. A faccia in giù sul tappetino, sfinito dopo soli 30 secondi, ho capito subito perché lo chiamano “strenght e conditioning”.
Ero forte, molto più forte della maggior parte dei combattenti, ma senza condizionamenti metabolici, la mia forza non valeva molto.
 
In quel momento, ho capito che avevo una scelta da fare: potevo continuare ad essere un trainer e attenermi a ciò che sapevo, rendendo le persone più forti; oppure potevo iniziare il mio viaggio come coach e accettare che non avevo idea di cosa stavo facendo dal lato del condizionamento e iniziare a fare qualcosa al riguardo.
Vedete, quello che ho trovato nel fitness negli anni è che ci sono generalmente due tipi di allenatori, coach e trainer.
Il “trainer” è quello che organizza i singoli allenamenti, con esercizi sempre diversi, e ti fa sudare. Sono simpatici ed energici ma, fuori dalla palestra non spendono tempo a formarsi, e leggere studi scientifici. Ottimo per il breve termine, non efficiente per il lungo termine.
 
Mentalità del “coach”: fai ottenere ai tuoi clienti i risultati che meritano davvero e diventa il più bravo nel tuo settore.
 
I “coach” non cercano nuovi esercizi, ma spendono tempo e soldi per imparare da chi ne sa più di loro. I coach capiscono quanto sia complesso l’uomo, i trainer cercano nuovi esercizi sulle riviste.
 
I trainer restano fedeli a quello che sanno. I coach ti diranno quanto hanno ancora da imparare.
La più grande differenza è che il trainer cercherà di portare le persone a poter sostenere un allenamento duro. I coach capiscono che la chiave del successo è che tutti i pezzi del puzzle si combinino per ottenere il miglior risultato per ciascuno.
 
Ci sono molti più trainer che coach. Anche se non sei del settore, chi sceglierai tra i due per farti raggiungere i risultati?

 
Le 8 chiavi del successo nel fitness

Nel corso degli anni, ho investito tantissimo tempo e denaro nello studio dell’arte e della scienza dell’allenamento. Mi sono reso conto che ci sono essenzialmente 8 aree in cui ogni coach deve diventare competente.

Ovviamente non è possibile diventare il massimo esperto in ognuna di esse, ma capire quanto ognuno di queste aree si rapporti tra loro sia dentro che fuori la palestra o il campo di allenamento per raggiungere i loro obiettivi.

Anche se non c’è alcuna scorciatoia, voglio farti risparmiare tempo fornendo una panoramica delle 8 aree, insieme a quelle che io penso siano le cose più importanti che bisogna conoscere in ogni area. Inoltre voglio condividere alcune delle migliori fonti di informazioni, che utilizzo io stesso.

Se hai deciso di essere un coach e avere successo in ciò, qualsiasi significato questo abbia per te, darti la seguente guida è il modo migliore che io conosca per aiutarti. Sono gli stessi passi che io ho seguito per diventare un coach di fama mondiale e costruire un business milionario.





1. Biologia: come siamo creati per sopravvivere

Pensare che il punto di partenza siano fisiologia, anatomia o biomeccanica è un errore. La vera base dello star bene è la biologia. Perché? Perché la biologia è la chiave per comprendere i nostri istinti più basilari, che guidano i nostri comportamenti.
Senza una comprensione di base della biologia e di come siamo “ingegnerizzati” per la sopravvivenza, è facile perdere di vista il fatto che l’allenamento è una forma di stress. L’importanza di questo principio è stata fondamentale per me fin dall’inizio della mia carriera, ed è uno dei motivi principali del mio approccio diverso rispetto a molti altri allenatori.
 
La biologia è al centro del fitness e delle prestazioni perché fornisce il quadro generale di come funziona fondamentalmente il nostro corpo e questo lo rende assolutamente essenziale per l'educazione di ogni allenatore.
La mia risorsa per la biologia è Robert Sapolsky. In primis il suo libro “Perché alle zebre non viene l’ulcera”? e poi il suo corso video sulla biologia comportamentale umana. (Qui potete trovare il suo videocorso. Qui il suo libro in italiano)
 
 
2. Prestazione mentale. La vera chiave per guidare i comportamenti e cambiare le abitudini

Ogni allenatore conosce l’importanza dell’aspetto mentale, ma la maggior parte non ha la minima idea di come allenare e sviluppare le abilità mentali necessarie per il successo. Nella mia esperienza, le persone non mancano i propri obiettivi a causa delle loro abilità fisica, ma per le carenze sul piano mentale.

Prestazioni ed abilità mentali sono cruciali perché esse guidano il nostro comportamento, le nostre abitudine e consuetudini. Ciò include la capacità di sviluppare il giusto approccio mentale, avere autocoscienza e concentrazione, essere disciplinati ed avere autocontrollo, usare la visualizzazione, ispirare capacità di guidare, gestire il proprio tempo ed essere organizzati.
 
Tutte queste capacità sono vitali in quanto ci consentono di operare al meglio con consistenza e utilizzare tutto il nostro potenziale fisico. Senza di loro, le persone spesso falliscono perché non sanno come impostare abitudini e comportamenti buoni.
Proprio come un muscolo, puoi allenare anche la tua mente ad essere più concentrata, più resiliente, sicura ed efficiente.
Nonostante sia riconosciuta l’importanza della parte mentale nel fitness e per la prestazione, purtroppo pochi allenatori investono tempo e sforzi per allenare efficacemente questi aspetti.
 
Non è logico aspettarsi che le persone sviluppino queste abilità da sole anche se sono importanti quanto o più di forza, potenza, condizionamento. La capacità di allenare le abilità mentali è un aspetto che, molte volte, definisce il confine tra grandi allenatori e non. Se vuoi essere un allenatore di livello mondiale, non puoi assolutamente ignorare il lato mentale dell’allenamento.

Nonostante la sua importanza, non vi sono molte fonti a cui attingere. I testi di psicologia sportiva deficitano nell’aspetti applicati della materia, essendo più teorici che pratici. Il mio consiglio è iniziare con i testi di Brain Cain.

 
3. Condizionamento e sistemi energetici: prestazione, recupero e longevità
 
Nel corso degli anni, più ho imparato a conoscere il condizionamento metabolico ed i sistemi energetici, più ho imparato ad apprezzare quanto siano intimamente connessi in ogni aspetto della nostra vita. Anche se molti ne parlano solo per quanto riguarda la resistenza in campo o nello sport, la realtà è che svolgono un ruolo molto più importante in tutte le aree del benessere.
Il condizionamento non è solo una componente estremamente importante nel recupero e nella capacità di gestire volumi di allenamento più elevati (e quindi di fare progressi più rapidi), ma è anche intimamente connesso alla salute, al benessere e alla longevità in generale.

Indipendentemente dal fatto che tu sia un allenatore o semplicemente qualcuno che vuole stare meglio, il condizionamento gioca un ruolo vitale ed è qualcosa che devi assolutamente capire e sapere come sviluppare. Senza questa conoscenza e capacità, è semplicemente impossibile raggiungere obiettivi importanti, rimanere in salute e trasformare la forma fisica in una vita più sana e più lunga.
 
Sebbene ci siano molti elementi nel quadro dei sistemi energetici, una volta che si conoscono le basi di come si integrano tutti insieme, scrivere e istruire programmi di condizionamento efficaci è molto più semplice di quanto si creda.

Creare programmi di condizionamento metabolico sicuri ed efficaci non deve essere incredibilmente complicato, ma è necessario avere una formazione adeguata, proprio come con qualsiasi altro aspetto nell’arte dell’allenamento.

Se non ti senti sicuro della tua capacità di costruire programmi di condizionamento efficaci ed efficienti, investire nell'apprendimento dell'arte e della scienza su come farlo è una delle cose più importanti che puoi fare.

Per diventare esperto in questo ambito ed aiutare gli altri allenatori è qualcosa su cui ho dedicato gran parte della mia carriera. Puoi partire dal mio corso online “Conditioning Coach Certification Course”.

 
 
 
 
4. Allenamento dei movimenti. La qualità conta più della quantità
 
La grande spinta per introdurre l'allenamento basato sul movimento è iniziata nei primi anni 2000 e, naturalmente, continua ad influenzare i programmi fino ad oggi. Sebbene non vi sia dubbio che pensare all'allenamento dal punto di vista del movimento rappresentasse una progressione e un importante passo avanti, ciò che più spesso manca è la connessione con il resto.
 
Ai coach sono stati forniti strumenti per valutare i modelli di movimento basici a carico ridotto, senza sovraccarichi, ma a pochissimi coach è stato insegnato come questo, si traduca, o si possa tradurre, nel mondo reale. Quello che più spesso manca nei programmi di allenamento costruiti intorno al movimento è come il modo di muoverci si relazioni allo stress provocato e, per estensione, alla fatica.
 
In breve, l'allenamento basato sul movimento è stato ampiamente insegnato senza aver integrato i principi dello stress che devono essere appresi dalla biologia, e gli aspetti del condizionamento metabolico che ci mostrano come la fatica influenzi il modo in cui impariamo a muoverci.

Spostarsi bene è assolutamente cruciale per ogni area prestativa e del movimento ed è un'area in cui ogni allenatore ha bisogno di essere esperto. Innanzitutto, questo significa costruire una solida base di conoscenze sia in biologia che in condizionamento metabolico perché sono troppo importanti per capire come ci muoviamo.

Senza dubbi, le migliori persone che insegnano come costruire corretti e solidi programmi di movimento sono Bill Hartman e Mike Robertson di “iFast”.



 
 
Qui termina la prima parte dell’articolo, che per ragioni di lunghezza, abbiamo preferito suddividere in due puntate, e che uscirà nelle prossime settimane. Nel frattempo speriamo possa essere stato di vostro gradimento.


 




Giuseppe Chiapparino

Maestro di Jiu-Jitsu Brasiliano e docente per l'Unione Italiana Preparatori Atletici Sport da Combattimento (UIPASC).

È possibile contattarlo tramite la sua accademia www.groundpressure.com











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