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Impara l'arte, e poi modificala!

Manipulus Mosca
Pubblicato da in Sport da Combattimento ·
Tags: kickboxingk1muaythai

Una passione, uno sport, uno stile di vita. Combattere. La Kickboxing nelle sue svariate forme (in particolare l’ibrido del K-1) e la Muay Thai, sono ad oggi, le discipline da combattimento in voga. In generale i più forti sono laggiù, dove fa caldo, c’è il mare, si allenano sin dalla tenera età: la terra del Siam. Gli atleti occidentali vogliono essere forti come i thailandesi, oppure migliori dei thailandesi.


Spesso ci si domanda, perché sono loro i più forti? Per stare al loro livello, spesso si cade nel tranello: imitare il loro allenamento, i loro ritmi, la loro cultura. Chi copia arriva dopo, diceva un certo Enzo Ferrari, che poco centra con gli sport da combattimento, ma di vittorie, invenzioni e successi se ne intendeva.

Oggi, il turismo sportivo è vivo nella terra thailandese. Lo scopo è apprendere, imitare, porsi domande e darsi risposte. Facili risposte. Intanto i thailandesi, mediamente, sono sempre i più bravi. La ricetta sembra banale, un tocco di corsa la mattina (perché la mattina?), una manciata di clinch genuino il pomeriggio, accompagnato da un sorso di sparring raffinato. Non dimentichiamoci la danza (per sentirsi thailandesi?), i riti buddisti (ma anche se sono ateo?), chi più ne ha più ne metta. Eppure, nonostante svariati atleti si cimentano a eseguire tutto alla lettera, sembra che non sia sufficiente per essere il numero uno.

Usciamo per un istante dal nostro mondo e chiediamoci: ma per diventare dei giocatori di basket andiamo tutti in America? Per essere dei top player nella pallamano, mangiamo wurstel e crauti? I giocatori di calcio indimenticabili si sono allenati tutti in Inghilterra? Assolutamente no.

Il vero vantaggio del combattente thailandese, è la possibilità di gareggiare spesso sin dall’adolescenza. Infatti, la prestazione dell’atleta, migliora grazie alla qualità dell’allenamento e non alla quantità. La gara, è lo stimolo che più spinge l’atleta a diventare sempre più forte. La performance agonistica è la massima espressione di qualità-intensità di lavoro. Gli stimoli allenanti, non potranno mai raggiungere le richieste tecniche, tattiche, fisiche, psicologiche dell’attività di gara. Ecco perché, chi gareggia spesso, migliora più rapidamente. Saremmo tutti in accordo, se affermassimo che in Thailandia, l’allenamento è estenuante. Grossi volumi di allenamento, contornati da tantissimi match.

Perché copiare le loro strategie di allenamento, quando neanche loro sanno perché fanno così? Copiandoli saremmo forse come loro, ma non più forti di loro. In Europa, ma più in generale in occidente, è un dato di fatto che le metodologie di allenamento, siano molto più avanzate. In Thailandia, assimilate gli aspetti tecnici e godetevi il paesaggio: impara l’arte e mettila da parte. Però poi, non copiate il resto, metteteci del vostro. Se volete campioni, dedicatevi all’essenza del combattimento: l’intelligenza del fighter, gli spostamenti, il timing…e gareggiate tanto.

(ringraziamo Giuseppe Cimadoro e kickradio per l'articolo)



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