Aerobico vs Lattacido = Efficienza vs Efficacia - Il blog del Manipulus Mosca - Manipulus Mosca

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Aerobico vs Lattacido = Efficienza vs Efficacia

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Pubblicato da in Sport da Combattimento ·
Tags: rawtraininglorenzomoscapreparazioneatletica



Lorenzo Mosca esordisce su RAWTRAINING con il suo contributo alla preparazione atletica negli sport da combattimento. Lo spunto è venuto dagli articoli di Alan Riccarli e dalla interessante discussione scaturita intorno alla questione dei sistemi energetici interessati e su quale sia quello principale. (gli articoli e la discussione successiva li trovate qui e qui)



Classificazione degli Sport da Combattimento

Gli Sport da Combattimento vengono classificati in diversi modi. Se prendiamo come riferimento il sistema energetico prevalentemente utilizzato vengono definiti come sport aerobici-anaerobici alternati.

Se guardiamo invece al modello di prestazione, vengono definiti come sport di situazione, ossia in cui non si possono conoscere con assoluta certezza né lo svolgersi sequenziale delle azioni e degli eventi, né tantomeno il ritmo dell’incontro, né soprattutto l’interazione tra i due stili di combattimento a che match darà vita.

Quindi gli sport da combattimento sono sport di situazione in cui vengono utilizzati il sistema aerobico e quello anaerobico. In questa doppia classificazione vi è da un lato tutto il succo del problema e dall’altro nascono tutte le diatribe esposte sopra.


Peculiarità degli Sport da Combattimento


Nell’allenamento per una data disciplina dobbiamo avere sempre come riferimento la prestazione sportiva, ma, poiché questa prestazione è "situazionale" non possiamo prevendere con certezza né il sistema energetico prevalente né tantomeno la sequenza dei movimenti e delle tecniche più adeguate da effettuare e quindi su cui concentrarci.

Chi ha esperienza di combattimento sa perfettamente che vi sono match in cui l’altissimo ritmo imposto dalle situazioni ha prodotto una stanchezza talmente elevata da sfinire completamente l’atleta, altri invece in cui, situazioni diverse hanno imposto pochi picchi di intensità con un media di ritmo più contenuta.

Quindi ogni match fa storia a sé, e con assoluta certezza non possiamo prevedere quale sarà il sistema energetico a cui attingeremo maggiormente. Pur tuttavia nella pratica dell’allenamento, ancora di più negli sport di situazione, dobbiamo preparare l’atleta a tutte le possibili varianti che si troverà ad affrontare.


Teoria quantitativa dei sistemi energetici


Premesso ciò, il discorso su quale sia il sistema energetico prevalente in un combattimento può svilupparsi in questo modo.
Posto che il sistema anaerobico alattacido può essere dato per scarsamente influente, per via del veloce esaurimento del creatinfosfato e dell’ATP, e del fatto che molto difficilmente verrà mai riaccumulato del tutto, passiamo a considerare gli altri due sistemi.

(In linea teorica il sistema anaerobico alattacido potrebbe essere sfruttato al meglio nel caso di "partenza esplosiva" un cui l’atleta nei primi 10 secondi della 1° ripresa dovrebbe tempestare il proprio avversario dei colpi più potenti e micidiali mai portati sperando di metterlo subito al tappeto)

In questo caso l’attenzione dovrebbe spostarsi verso una distinzione qualitativa tra i due sistemi. Mi spiego meglio. Alcuni prima di me hanno sviluppato la questione in maniera quantitativa, ossia calcolando la durata dello sforzo, ossia della prestazione di gara. In questo caso considerando un match sulla distanza da 3 a 5 riprese per 3 minuti (per il Pugilato, K-1 Rules e Muay Thai ad esempio), e risultando quindi un tempo di lavoro finale che oscillava da 9 a 15 minuti, per forza di cose il lavoro prevalente non può che essere l’aerobico, poiché un lavoro anaerobico continuativo può durare non oltre i 2 minuti.

Però questo ragionamento presenta alcune imprecisioni che cercherò di spiegare.

1.Tempi di recupero esterni. Tra ogni ripresa, e questo vale per quasi tutti gli sport da combattimento, vi è 1 minuto di recupero. Ciò significa che, qualora anche il combattente abbia dato fondo a tutte le sue forza innalzando i livelli di lattato nel sangue al limite massimo, in quel minuto di stop, in base sempre alla propria capacità di riutilizzo, il livello si abbasserà, permettendo ancora una volta la capacità di sforzi anaerobici lattacidi, seppur minori rispetto alla prima ripresa. Quindi, al termine dell’incontro, si potrebbero superare i 2 minuti canonici di utilizzo del sistema.

2.Tempi di recupero interni. Come tutti sanno, negli sport da combattimento, vi è un continuo e alcune volte furioso cambio continuo di ritmo, sia voluto sia subito, per via della natura bidirezionale del match, imposto da entrambi gli atleti in maniera autonoma. Per questa ragione l’atleta viene sottoposto ad un notevole stress psicofisico, dovendo continuamente spostare l’asse del sistema prevalente tra aerobico e anaerobico a seconda dell’intensità. Ragion per cui, anche se in maniera rapidissima, rispondendo alla propria efficienza e dando ancora prova della stupenda macchina quale sia, il corpo umano, nei momenti a prevalente sforzo aerobico, quali fasi di studio, spostamenti, fasi di difesa passiva, cercherà al massimo di demolire il lattato. In un certo senso avviene in piccolo e continuato ciò che avviene in maniera più prolungata nel minuto di stop. Anche per questa ragione, durante il match, le fasi intense a prevalente utilizzo del sistema anaerobico, posso prolungarsi al di là dei canonici 2 minuti.

Questo per rimanere dal punto di vista quantitativo. Comunque sia, anche disponendosi favorevolmente verso le mie due obiezioni, i fautori del linea quantitativa avrebbero comunque ragione poiché dal mero calcolo temporale, il sistema prevalente rimarrebbe necessariamente quello aerobico. Se considerassimo ad esempio un match 3x3 (Pugilato dilettantistico o K-1 professionistico senza titolo), ipotizzando un raddoppio dei tempi di utilizzo del sistema lattacido, portandolo al quasi miracoloso tempo di 4 minuti, rimarrebbero comunque altri 5 minuti in cui il sistema prevalente sarà per forza di cose quello aerobico.


Teoria qualitativa dei sistemi energetici


A questo punto è necessario introdurre, come ho anticipato prima, una distinzione qualitativa che possiamo sintetizzare nella formula: Efficacia vs Efficienza.

Prima di analizzare e argomentare questa opposizione facciamo un esempio. Ipotizziamo che due allenatori di sport da combattimento debbano scegliere uno sportivo proveniente da altri sport per farlo diventare un combattente, insegnandogli solo la tecnica e utilizzando la preparazione fisica dello sport di provenienza. Ipotizziamo ancora che i due allenatori scelgano rispettivamente un esperto dei 400 metri e un mezzofondista, specializzato nei 10000 metri. Cercando così di avere due archetipi di uno sportivo "lattacido" di uno "aerobico". Ipotizziamo ancora che questi due atleti, una volta imparare le tecniche della Kick Boxing K-1 ad esempio, si affrontino sul ring sulla distanza delle 3 riprese da 3 minuti.

Senza ovviamente conoscere l’esito di questo ipotetico quanto interessantissimo match e senza entrare nel merito dell’imprevedibilità, altro fattore di estremo fascino verso gli sport di situazione, verranno poste due domande:

Chi voi avrà più possibilità di mettere KO l’avversario?

Chi avrà più possibilità, qualora il match termini invece ai punti, di risultare meno stanco?

Immagino che le risposte siano abbastanza scontate. Ed è proprio in quest’ultime che è racchiusa la differenza tra l’efficacia e l’efficienza. Poiché il velocista, che è capace di accelerazioni intensissime, sviluppando così potenza e padroneggiando quindi il sistema lattacido, avrà maggiori possibilità di assestare al proprio avversario colpi molto efficaci che potrebbero metterlo al tappeto. Di contro il mezzofondista, con la sua capacità aerobica sviluppatissima sarà in grado di tenere mediamente un ritmo medio alto senza però dei picchi di potenza notevoli. Ragion per cui difficilmente i suoi colpi avranno la forza necessaria per far male.

Ergo, tornando alla reale pratica dell’allenamento, fermo restando che un combattente perfetto non dovrebbe assomigliare perfettamente a nessuno dei due sportivi dell’esempio precedente, dovrà sicuramente avere 1/3 del mezzofondista e 2/3 del velocista. Dovrà quindi concentrarsi maggiormente sulla qualità che sulla quantità. Dovrà quindi privilegiare l’aspetto dell’intensità rispetto al volume. Intensità che significa sistema anaerobico perché è quello che maggiormente ci permette di lavorare su quelle componenti di forza e potenza, soprattutto nella loro declinazione di resistenza alla forza e resistenza alla potenza (strength endurance e power endurance), che sono caratteristiche organico-muscolari imprescindibili.


Rapporto tra sistema aerobico e sistema lattacido


Aerobico : Lattacido = Meccanico : Pilota

Il rapporto che dovrebbe intercorrere tra i due sistemi è lo stesso che avviene tra il meccanico e il pilota. Così come a livello quantitativo, il meccanico lavora sul mezzo durante tutta la settimana e anche nei pit-stop, garantendo la massima efficienza del mezzo, il pilota "lavora" solo durante la corsa cercando di ottenere la massima efficacia dalla prestazione, ossia la vittoria.

Per questo motivo, mentre il pilota si allenerà in maniera specifica sul suo ruolo, provando le partenze, le curve o i sorpassi, il meccanico lavorerà sempre in funzione di quel mezzo e delle indicazioni del pilota.

Mentre il lavoro dell’uno è "in funzione di", il lavoro dell’altro è "in valore assoluto".

Sintetizzando il tutto, e concentrandosi sull’argomento di questo scritto e magari rimandando altre questioni ad altre analisi, il sistema aerobico deve essere funzionale alla massima efficienza del sistema e alla massima efficacia del sistema lattacido.

Portando il discorso all’estremo e ragionando quindi quasi per assurdo, se anche un fighter svolgesse tutto il match senza alcuna accelerazione e sempre subendo passivamente i colpi, e partisse con una sola accelerazione di potenza alla massima intensità; anche in quel caso tutta l’attenzione dovrebbe essere focalizzata su quell’unica azione esplosiva la quale, nel caso in cui ottenga l’effetto sperato, potrebbe mettere KO l’avversario.

Per tentare di arrivare ad una definizione schematica ma esplicativa, potremo dire che il sistema aerobico serve per non perdere mentre il sistema lattacido serve per vincere.

Un allenamento troppo concentrato sull’aspetto aerobico (endurance) potrebbe trasformare un fighter in un mezzofondista con tutta una serie di penalità che potrebbero rivelarsi altamente controproducenti: trasformazione delle fibre muscolari intermedie e di quelle bianche in fibre rosse, perdita di forza e potenza. Un errore che in passato troppo spesso è stato fatto e purtroppo continua a riproporsi. Ma questa è un'altra storia.

Lorenzo Mosca


Questo articolo è stato originariamente pubblicato su RawTraining a questo indirizzo.



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