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Preparazione atletica negli sport da combattimento. Le basi

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Pubblicato da in Sport da Combattimento ·
Tags: preparazioneatletica


 
Dopo aver tracciato, nel precedente articolo, “La preparazione atletica negli sport da combattimento. Diamo i numeri”, un quadro di come sia importante un suo serio e scientifico discorso sul tema, è giunto il momento di focalizzare tre aspetti fondamentali riguardo la preparazione atletica.

Innanzitutto sarà necessario capire cosa si debba intendere quando si parla di preparazione atletica.

In seguito l'attenzione sarà focalizzata su quali aspetti debba incidere un programma di preparazione atletica.

Infine, sulla base dei precedenti argomenti, verrà pianificato un quadro generale per quanto riguarda un atleta tipo di sport da combattimento in piedi (del tipo "striker"), ossia un atleta che combatte nelle specialità quali Kick Boxing, K-1, Pugilato, Full Contact, Muay Thai, Sanda, Savate.





Definizione di preparazione atletica
 
Partendo direttamente dalla definizione si parla di preparazione atletica (o fisica), quando vi è un aumento della capacità di lavoro dell'individuo, in vista di un determinata attività fisica.

Ma cosa intendiamo per lavoro? In fisica il lavoro è il prodotto di una forza per uno spostamento (L=Fxs). Avvicinandoci al mondo sportivo possiamo dire che il lavoro è lo spostamento di un carico lungo una distanza. Il carico ovviamente può essere interno, come il nostro corpo o parti di esso, o esterno, quando un qualsiasi oggetto viene movimentato, e le distanze posso essere le più variabili dipanandosi o intersecando i tre piani di movimento.

Nello specifico, spostandoci dal discorso della fisica teorica a quello antropologico, si ha un aumento del lavoro rispetto ad una condizione precedente quando si ottiene un incremento in alcune caratteristiche, che si definiscono come capacità motorie, e che possiamo organizzare in un prerequisito ed in due macro aree: il prerequisito è la mobilità articolare, mentre le due macro aree sono le capacità coordinative e le capacità organico muscolari.

Prima di esporre e analizzare questi aspetti, non possiamo non rimarcare il fatto che la programmazione e la pianificazione dell’allenamento non possono modificare gli aspetti genetici, che rappresentano il bagaglio immodificabile dell'atleta e non possono variare. Basti pensare ad esempio all'altezza, alla densità ossea, al tipo di fibre muscolari, alla velocità di contrazione muscolare, o ancora agli aspetti mentali più o meno sviluppati, tutte caratteristiche che molte volte rappresentano i talenti determinanti il migliore o peggiore adattamento ad uno sport oppure, nel nostro caso, lo stile di combattimento di un fighter.
 



Le capacità motorie
 
La mobilità articolare rappresenta la capacità e la qualità che permette di eseguire movimenti di grande ampiezza di una o più articolazioni. Essa quindi rappresenta un presupposto basilare per l'esecuzione di un qualsiasi movimento. Quindi, soprattutto nei casi di una grave carenza in questo settore, è necessario perlomeno raggiungere un livello base prima di concentrarsi sul resto.

Le capacità coordinative sono intese come quelle che regolano l'organizzazione, la modulazione ed il controllo del movimento. Esse sono le capacità di equilibrio, di orientamento, di ritmo, di differenziazione, di reazione, di trasformazione, di coordinazione segmentaria.

Esse sono per loro natura profondamente legate all'aspetto "mentale" del movimento, ossia ai profondi rapporti di interdipendenza che si creano tra il cervello ed il corpo, non a caso si parla di sistema neuromuscolare.
Il periodo di maggiore sviluppo delle caratteristiche coordinative si situa nell'età giovanile dell'individuo, ed è quindi doveroso, soprattutto nell'allenamento di bambini e giovani, concedere molto spazio allo sviluppo di questo aspetti. Soprattutto negli sport da combattimento in cui, essendo sport di situazione e per di più di fronte ad un avversario, la sinergia tra cervello e fisico risulta determinante.

Le capacità organico muscolari sono influenzate fortemente dalla trasformazione delle energie disponibili nel corpo umano. Sono quindi legate ai tre meccanismi energetici del corpo umano, ossia anaerobico alattacido, anaerobico lattacido e aerobico.
 
Le tre capacità basilari sono la forza, la reattività e la resistenza. Dall'unione di queste discendono le altre, ossia la potenza, la resistenza alla forza, la resistenza alla potenza, e la resistenza alla reattività.

Una doverosa precisazione deve essere fatta a livello terminologico: molte volte si trovano varie denominazioni, e ciò dà adito ad una notevole confusione. Innanzitutto le capacità organico muscolari sono anche definite, con un vecchio termine, come capacità condizionali. La forza viene intesa anche come forza massimale, sinonimo di potenza è forza rapida od esplosività, la reattività alcune volte viene indicata come velocità, la resistenza alla forza e alla potenza vengono anche indicate rispettivamente come forza resistenza o potenza resistente.
Delle tre variabili di base, la reattività è quella che dipende meno dai meccanismi energetici e molto dai fattori neurali. Per questo motivo viene considerata una capacità ibrida.
 
Le abilità non sono equipollenti, ossia non hanno lo stesso valore di trasferimento tra di loro. Ciò significa che un aumento di livello in un aspetto, non necessariamente si ripercuote sulle altre. Tra di loro sono organizzate anzi in maniera gerarchica, dove ciò che sta in ad alto influisce ciò che sta in basso ma non viceversa. Quindi, ad esempio, il miglioramento della forza influenzerà le altre capacità, mentre, al contrario, un miglioramento della resistenza pura influenzerà in misura molto minore le altre.

 


 
Esempio di atleta di Sport da Combattimento
 
Al termine di questo breve scritto proviamo a tracciare un profilo ideale di un fighter che si allena e combatte negli sport a percussione. Tralasciando ovviamente le caratteristiche genetiche dell'individuo e la specializzazione dello stile che si crea dall'unione di quelle con le tecniche e gli insegnamenti del proprio allenatore.

Considerando il fatto che sia la mobilità articolare sia le capacità coordinative rappresentano un bagaglio del quale, in linea generale, più se ne possiede meglio è, ci focalizzeremo sulle capacità organico muscolari. Questo poiché, anche se ad una prima analisi teorica basterebbe semplicemente potenziarle tutte, un eccessivo aumento in una di esse si tradurrà in una diminuzione delle altre, per via degli adattamenti fisici che provocano.

Ergo, sulla base di questa regola, e tenendo ben presente la prestazione di gara nei suddetti sport, ipotizziamo di trovare l'alchimia perfetta tra tutte le abilità in funzione del combattente perfetto di sport da ring.
 
Nel grafico in questione, viene indicato come livello massimo l'atleta dello sport che raggiunge i massimi livelli di quella determinata capacità. Così ad esempio nella forza, l'atleta di riferimento sarà il powerlifter, cioè colui che gareggia nei tre movimenti classici di stacco, panca e squat. Nella potenza sarà il sollevatore pesi olimpico o il centometrista o il lanciatore. Nella resistenza alla forza il riferimento sarà l'atleta di gare di strongman. Nella resistenza alla potenza sarà l'atleta di girevoy sport, ossia colui che gareggia con la Ghiria, originario nome russo della kettlebell. Nella resistenza il riferimento sarà il maratoneta o il ciclista. Mentre per la rapidità e la resistenza ad essa, essendo variabili non incasellabili in uno sport specifico, si prenderà un riferimento ideale.





Per fare un esempio concreto, considerando che i migliori atleti di squat sollevano pesi che vanno oltre i 400kg, e un buon fighter dovrebbe sollevare perlomeno due volte il proprio peso corporeo, il livello su una scala da 1 a 10 sarà 5.
 
Il quadro tracciato rappresenta una mia personale proiezione teorica di come dovrebbe essere un combattente tipo e di quali abilità dovrebbe padroneggiare ed in quale misura.
Se lo analizziamo nello specifico, per via degli sport in questione praticato, caratterizzato da una notevole globalità di variabili fisiche interessate e da una continua e repentina alternanza di situazioni e ritmi, il suddetto combattente dovrà raggiungere un livello base in tutte le abilità, concentrandosi maggiormente su alcune componenti qualitative quali resistenza alla potenza, potenza e resistenza alla rapidità.
 





L'articolo originale, sempre scritto da Lorenzo Mosca lo potete trovare qui.


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