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Campagna sfortunato e battuto da Allazov

Manipulus Mosca
Pubblicato da in Eventi ·
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La decima edizione de “La notte dei campioni” ha mantenuto le sue promesse.

Uno su tutti l’evento clou: Chingis Allazov VS Alessandro Campagna.

Il match
Le immagini andranno in onda in integrale su RAI SPORT e highlights su ITALIA DUE, per cui giudicherete voi il match. Da parte mia un breve commento tecnico da ciò che ho visto, ma soprattutto da ciò che ho sentito negli spogliatoi del dopo match.
Campagna si è presentato preparatissimo e carico come una molla. Forse anche troppo. Sapeva di avere un appuntamento storico per lui. Reduce dal suo fresco titolo mondiale WAKO PRO in Brasile in caso di vittoria sarebbe stato uno degli atleti più ricercati in Italia dai promoters e avrebbe anche avuto il diritto di reclamare un posto a Oktagon 2013 senza passare dalle selezioni…
Allazov dalla sua era invece molto calmo, anche troppo, mentre nel suo team circolava un po’ di nervosismo… Ma il motivo resterà un mistero fino alla fine.

Lo scontro
Suona il gong e Campagna colpisce subito duro. Attacca e prende anche d’incontro Allazov. Chingis cerca la distanza a lui più congeniale, quella media, ma non ci riesce. Campagna ha un maggior allungo e lo prende sempre: jab e low kicks. Il clima si arroventa. Chingis incalza, ma non trova la distanza. Il pubblico inizia a crederci: Campagna sta gestendo il match.
Poi uno scontro.
All’uscita dal clinch Campagna è tagliato e sanguina. Chi dice testata involontaria chi dice guantone di striscio. Solo le immagini ci diranno la verità. A me è parso una testata ma non posso giurarci. Il medico interviene. Panico in sala. Il match clou interrotto?
Invece riprendono. Campagna però è decentrato e lo si vede quando l’arbitro lo interrompe di nuovo. Secondo controllo medico. Si riprende e Allazov parte subito dopo il “fight” dell’arbitro e piazza un high kick da paura, parato da Campagna, ma è solo l’inizio. Segue una serie di pugni. Mazzate tribali. Tutte a bersaglio e Campagna cade. E' la fine del match con Allazov danzante sul ring ancora una volta.

I retroscena
Negli spogliatoi parlo subito con Andrei Gridin il coach che con mia grande sorpresa non è contento e mi confessa: “Questa volta ci avevano inquadrato. Campagna era preparato meglio di noi. Ci hanno studiato e per la prima volta Chingiz non poteva fare il suo gioco… quando c’è stato lo stop sono stato obbligato a dirgli di spingere a fondo, se no rischiavamo di perdere ai punti. Era un rischio perché poteva cadere su uno dei colpi d’incontro di Campagna ma non c’era altro da fare. E Chingis l’ha fatto. E l’ha fatto bene.”
Ho parlato poi con Alessio Smeriglio, coach del neo campione mondiale Campagna, che mi ha detto: “Lo so che ora diranno che abbiamo osato troppo, che Chingis è un osso troppo duro per Alessandro, ma continuo a ritenere che il match ci stava se non ci fosse stata quella testata il match avrebbe preso una piega diversa come avete potuto vedere tutti nei primi due minuti di combattimento. Comunque Allazov è stato bravo ad approfittare del momento propizio, nulla da aggiungere.”

Commento bordo ring
Personalmente ritengo che Campagna sia in assoluto inferiore a Chingis Allazov ma sabato sera era in uno stato di grazia raro. Campagna era in grado di battere Allazov. La ferita (non importa se per testata o strisciata) lo ha indubbiamente decentrato e Allazov, da quel mestierante che è (a soli 18 anni!!) ne ha giustamente approfittato. Dall’altra, onore allo studio che Smeriglio ha fatto di Allazov. E questo non lo dico io ma Andrei Gridin, attualmente uno dei 3 migliori coach al mondo! Nessuno prima aveva tagliato la strada a Allazov come ha fatto Campagna con tecniche studiate a tavolino. Tutto ciò mi consente di dire che, in altri tempi e altri luoghi, un rematch si impone. E vi assicuro che sarà una sfida aperta perché da un lato Allazov non sarà sorpreso da Campagna ma dall’altra ci sarà un Campagna che sa di avere i mezzi e il sostegno tecnico per vincere. Il match giusto sarebbe con il titolo WAKO PRO in palio a Roma con il supporto di 5/6000 spettatori.
Sto sognando?
Non credo

(commento di Carlo di Blasi, promoter e organizzatore di Oktagon)



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