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CrossFit Games 2017. Vincitori e commenti

Manipulus Mosca
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Lo statunitense Mathew Fraser, bissando il successo dello scorso anno, si riconferma l'uomo più in forma del pianeta, mentre l'australiana Tia-Clair Toomey diventa la nuova campionessa femminile. Due dei nostri italiani conquistano un ragguardevole 10° e 15° posto, mentre un altro è costretto al ritiro per un infortunio. L’Australia fa incetta di medaglie nelle categorie più prestigiose.
 
Ecco in estrema sintesi il riepilogo dell'edizione 2017 dei CrossFit Games. Potete adesso abbandonare la lettura, e portarvi comunque a casa qualcosa, oppure continuare e farvi una "cultura" più profonda sull'argomento, anche per dare un senso al nostro sforzo agostano per scrivere il resto. A voi l'ardua scelta.


 
Come ogni anno, vuoi per le nuove ed entusiasmanti prove, ma anche per la riproposizione di quelle antiche, vuoi per la convergenza di tutto il mondo del CrossFit mondiale, ma anche per l'evento che riunisce anche il più piccolo box, e vuoi infine per l'incoronazione di nuovi campioni, ma anche per la sconfitta dei vecchi eroi, insomma anche in questa torrida estate italiana, i CrossFit Games ce li siamo gustati come una dissetante bibita fresca.
 
Abbiamo iniziato ad immaginarne il dolce gusto fin dalla notizia della qualificazione di ben 3 italiani: pezzi da 90 come Giulio Silvino, Bernard Luzi e Marina Novelli. Una soddisfazione di certo immeritata rispetto alle mediocri prestazioni di cui siamo protagonisti, ma che ha notevolmente sollazzato il nostro, sempre troppo sopito, amor di Patria e di popolo.
 
Fin dalla scelta della località, passata dalla assolata e onirica California alla città di Madison nello stato del Wisconsin, celebre per le sue bellezze naturali e selvagge, e dalla notizia delle prove (i WOD) che ne avrebbero caratterizzato tutto il proprio iter sportivo, ognuno di noi si è immediatamente trasformato nel massimo esperto mondiale di organizzazione gare (per la serie "Dave Castro mi spiccia casa", come dicono a Roma), come nel più classico stereotipo dell'italiano medio assolutamente inesperto ma imbattibile allenatore dalla propria comoda poltrona.



 

La classifica dei 3 WOD più belli

Dai ragazzini di 14 anni fino ai diversamente giovani di 60 e più, diverse e varie sono state le categorie in cui gli atleti si sono dati battaglia. Ricordiamo per inciso che i WOD delle categorie "master" e "teen" hanno avuto leggere variazioni nel numero, nel tipo e nel carico dei WOD rispetto alla categoria "individual".

A parte ciò, nel più autentico spirito del CrossFit come sport del vario ed imprevedibile, le prove si sono contraddistinte nel segno dell'innovazione nella tradizione, senza eccessivi stravolgimenti, ma con il giusto pizzico dell'ignoto. Vi presentiamo pertanto il nostro personale podio con i 3 WOD che ci sono piaciuti maggiormente.
 
Medaglia di bronzo per una delle novità di questa edizione. Per la prima volta fa la sua comparsa all'interno dell'evento una prova di ciclocross con le mountain bike, denominata, con grande abbondanza di fantasia, "Ciclocross", che ha riservato notevoli sorprese e qualche infortunio imprevisto, come quello che ha coinvolto la bella Camille Leblanc, protagonista di una caduta che purtroppo le ha impedito di proseguire e l'ha costretta ad un ritiro anticipato.

Medaglia di argento per il WOD "Strongman's Fear", prova che ha unito la forza bruta del trasporto di ben 3 oggetti pesanti, una slitta, il castello cubico ed una coppia di oggetti "rurali", con la tecnica ginnica della camminata in verticale. Una prova che ci ha affascinato non poco.

Medaglia d'oro per il "Muscle Up Clean Ladder", in cui, per 8 giri si dovevano compiere 4 salite alla sbarra (bar muscle up) e 2 girate (clean) con peso ascendente. I pesi femminili andavano da 65kg fino ai 106kg, mentre gli uomini partivano da 102kg fino ai 158kg. Una prova molto dura, svolta solo dalla categoria "individual", la quale, oltretutto, solo una metà degli atleti è riuscita a completare nel tempo limite di 11 minuti (per la serie, meglio non provarlo a casa).





Vincitori e sconfitti
 
Come scritto all'inizio, lo statunitense Mathew Fraser vince e conferma il suo alloro dello scorso anno. Attualmente continua imperterrito ad essere l'uomo più in forma del pianeta. Dal punto di vista della gara, Fraser è stato praticamente sempre in testa, con gli altri che cercavano di stare al suo passo, ma senza riuscirvi. Alla fine al 2° posto si è piazzato il canadese Brent Fikowski, mentre il gradino più basso del podio se lo è aggiudicato l'australiano Ricky Garand. Per entrambi si è trattato del loro primo podio. Il vincitore dell'edizione 2015, lo statunitense Ben Smith, non arriva oltre l'8° posizione, non riuscendo mai ad essere tra i primi. Peccato.
 
Nelle donne l'australiana Tia-Clair Toomey, medaglia di argento nelle scorse due edizioni, diviene la nuova campionessa, in una gara combattutissima fino all’ultimo, con uno scarto tra prima e seconda di 2 soli punti. Dietro di lei, medaglia d'argento per Kara Webb, e bronzo per l'islandese Annie Thorisdottir, già vincitrice dell'edizione 2015. Un podio quindi abbastanza rivoluzionato rispetto allo scorso anno, con le due biondissime "dottir" dell'anno scorso, Tanja e Sara, dal 1° e 3° posto, finite rispettivamente al 5° e al 4° posto.

Menzione particolare merita, nella categoria a squadre, l'argento del gruppo "CrossFit Mayhem" capitanata da un certo Rich Froning, che continua a riconfermarsi leggenda vivente di questo sport.
 
Altra menzione particolare, nella categoria over 60, il dentista statunitense dalla lunga capigliatura David Hippensteel che bissa il successo dell'anno scorso. Ci siamo davvero divertiti a gustare la freschezza di questi "vecchietti", che darebbero filo da torcere a molti atleti più giovani, gareggiare senza risparmiarsi ma sempre con divertimento passione e sportività.





 
Il gustoso tricolore di Novelli, Silvino e Luzi

L'ultimo sorso della nostra bevanda riguarda la partecipazione, per la prima volta, dei nostri atleti tricolori: Marina Novelli, nella categoria 40-44 anni, Giulio Silvino, nella categoria 40-44 anni, Bernard Luzi, nella categoria 45-49 anni.

Con la consueta cavalleria che ci contraddistingue iniziamo da Marina Novelli, che termina i suoi Games con un lusinghiero 10° posto. Terminando 2° nella prova "Assault Lunge", accoppiata formata dalla bicicletta "assault bike" e affondi con bilanciere sopra la testa, e 3° in "Diane", uno dei più classici WOD riproposto nei Games di quest'anno nelle categorie "teen" e "master", con stacchi da terra e piegamenti in verticale.
 
Proseguiamo il nostro racconto con Giulio Silvino, il pesista abruzzese passato con successo al CrossFit. Termina la sua categoria con un 15° posto finale, e due grandi lampi, il 3° posto nello "Sprint O-Course" una specie di percorso di guerra dove velocità forza ed equilibrio la fanno da padrone, e soprattutto il 2° posto nel massimale di strappo, e qualcuno direbbe "grazie graziella e...", che ha rivelato tutta la sua stoffa da pesistica.
 
Terminiamo con il "vecchietto" del gruppo, quel Bernard Luzi che termina la gara in 18° posizione essendosi ritirato dopo la quartultima prova per un infortunio alla spalla. Peccato perché la gara era partita nel migliore dei modi con un 2° piazzamento nella prima prova, quel "Run swim run" in cui si dovevano correre 1.5 miglia prima e dopo aver nuotato per 500 metri nel lago Monona.




 
Conclusioni

Giunti alla fine, speriamo di aver fatto cosa gradita, riportando il nostro parere su questi Games 2017. Di certo un evento che sempre più inizia a diventare popolare e mediatico, in cui il popolare spinge il mediatico e viceversa. E mentre noi continuiamo intimamente a sperare, dopo le ottime premesse di quest'anno, in un atleta che possa sventolare il nostro tricolore sul gradino più alto del podio, continuiamo ad allenare e ad allenarci con il CrossFit, adoperandoci nell'opera di educazione sportiva, che tanto sta diventando indispensabile al giorno d'oggi. Al prossimo anno!

Lorenzo Mosca




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