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Le attività "bruciagrassi"? Una cagata pazzesca

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Pubblicato da in Allenamento ·
Tags: bruciagrassicorsahiit



Vi ricordate la cortese barzelletta in cui un saggio padre insegnava al figlio la differenza tra teoria e la pratica, attraverso due semplici domande rivolte alla madre ed alla figlia? (Barzelletta che consigliamo caldamente a coloro che non la conoscessero, e di cui ci guardiamo bene dal rivelare l’amaro finale).

Stesso discorso può essere applicato allo sport “bruciagrassi”, uno smisurato equivoco che sancisce la grande differenza tra teoria e pratica, e che ci onoriamo di bollare con la celeberrima frase di fantozziana memoria che trovate nel titolo, una cagata pazzesca.
Questo articolo verrà scritto per redimere tutte le persone che si ostinano a praticare sport con l’obiettivo di “bruciare” i grassi durante l’allenamento. State perdendo tempo prezioso. E adesso vi spieghiamo perché.



Il concetto di “bruciare” grassi

Riassumendo brutalmente, noi tutti sappiamo che a scopo energetico il corpo può utilizzare, per la maggior parte, due tipi di molecole organiche, gli zuccheri (i carboidrati) ed i grassi. (Sappiamo che esistono anche altri substrati con funzione energetica, come proteine ed altre molecole intermedie, ma in questo caso non ci interessano e vogliamo semplificare al massimo).

In principio vi era una semplice verità teorica, ossia che esiste una prestabilita intensità di lavoro, intesa come frequenza cardiaca, in cui vengono utilizzati maggiormente i grassi a scopo energetico rispetto ai carboidrati. Quindi se svolgo un’attività ad una data frequenza cardiaca, utilizzerò a scopo energetico più grassi che carboidrati. Fin qui tutto chiaro.

Allora esistono veramente allenamenti “bruciagrassi”, in grado di utilizzare i tanto odiati rotoli di grasso per produrre energia e farmi dimagrire? In teoria si

Ma allora se esistono perché sono una cagata pazzesca? Perché nessuno vi ha mai raccontato quanti grassi si “bruciano”.





Quanti grassi si bruciano con la corsa?

Facciamo subito un esempio pratico. Sono una moltitudine le persone che vanno a correre per consumare calorie e bruciare questi fantomatici grassi. Sappiamo che il consumo calorico della corsa non dipende dalla velocità ma solo dalla distanza percorsa. Al netto di molti altri fattori che ne possono influenzare il risultato, come la pendenza, il livello dell’atleta, il tipo di terreno, per conoscere il dispendio calorico possiamo utilizzare la seguente formula:

Consumo kcal corsa = k (da 0,8 a 1,2) x P (peso in kg) x d (distanza in km)

Il valore della costante k è variabile e indica l’efficienza del gesto atletico della corsa. Oscilla fra 0,8 e 1,2, dove il valore maggiore indica minore efficienza, ma per comodità statistica utilizzeremo il valore di 1, dove troviamo la maggioranza delle persone. Ci serviremo adesso del nostro amico Italo. Italo è un uomo di 80kg che decide di correre per bruciare i grassi. Decide quindi di correre in pianura per 5 km, e quindi utilizzerà circa 400 kcal. Ricordiamo che le calorie saranno 400 indipendentemente da quanto tempo ci abbia messo. Se pensate di consumare più calorie correndo più velocemente avete sbagliato strada.

Ma di queste 400 calorie quanti saranno derivate dai grassi?

Riprendiamo la nostra verità sopra citata. Qual è la frequenza cardiaca nella corsa a cui il nostro organismo utilizza in proporzione il maggiore numero di grassi? Tra il 65% ed il 75% della frequenza cardiaca massima. Quindi il nostro amico Italo si farà la sua bella corsa di 5 km al 70% della propria frequenza cardiaca. A questa frequenza, in base ai calcoli legati al quoziente respiratorio, sappiamo che il consumo di grassi sarà ben il 30% del totale calorico, essendo il restante 70% a carico dei carboidrati.

Consumo grassi (70% FC Max) = 30% calorie totali / 7

Tutto baldanzoso il nostro Italo, si approccia a questo semplice calcolo e scoprirà suo malgrado che il 30% delle 400 calorie equivalgono a 120 calorie. E per sapere quanti grammi basterà dividere questa cifra per 7, ossia le calorie espresse da un grammo di grasso presente nell’organismo (ricordiamo che 1 grammi di grasso sono 9 calorie ma nell’organismo si lega all’acqua per cui risulta essere 7 calorie). E sapete il nostro stanco Italo quanti grammi effettivi di grasso avrà bruciato con la sua corsa? Solo 17. Avete capito bene. 17 miseri grammi.

Questo significa che se avesse voluto bruciare anche solo 1 kg di grasso corporeo avrebbe dovuto correre per ben 294 km. Roba che da far impallidire persino il celebre Filippide, leggendario guerriero che corse i famosi 42 e rotti km divenendo, a sua insaputa, il primo maratoneta. E fu egregiamente interpretato dal già citato Paolo Villaggio in un altro celebre lungometraggio.





Adesso anche voi iniziate a capire perché questo autentico spaccio di menzogne, denominate “bruciagrassi”, dalla corsa ai corsi in palestra fino alle più strampalate attività dai mai troppo abusati nomi anglofoni, risulta essere quantomeno risibile nell’efficacia propagandata, se non proprio configurante il reato di circonvenzione di incapace.
Non ce ne vogliamo gli atleti od i frequentatori di palestre, ma di certo, non avendo le necessarie conoscenze e competenze per discernere il grano dal loglio, la loro ingenuità potrebbe facilmente essere preda perversa del bruciagrassi.

Se, dopo mesi od anni passati a diventare un essere mitologico mezzo uomo e mezzo tapis roulant a furia di camminare in salita o di correre a media intensità, se, dopo aver praticamente disboscato interi sentieri erbosi dei parchi cittadini come nemmeno Attila l’Unno, se, dopo lunghe ore passate o muovere il vostro copro più o meno a tempo di musica in una sala chiusa, non avete eliminato il vostro tanto odiato grasso, tra i tanti fattori una domanda sul vostro metodo di allenamento sarebbe doverosa. Perché, come un celebre film suggerisce, se giochi a poker e dopo un po’ non capisci chi è il pollo, il pollo sei tu!


Ma allora per bruciare i grassi che devo fare?

Non pensavate mica che vi avremo lasciati hic et nunc, adesso che la nostra critica destruens ha demolito tutte le vostre granitiche fondamenta, lasciando solo macerie e disperazione?

Cerchiamo adesso di cambiare approccio e iniziamo un cammino costruens. Partiamo da una domanda: ma se invece di concentrarci a bruciare grassi durante l’allenamento, costringessimo il nostro corpo a farlo quando non ci alleniamo, ossia circa 23 ore al giorno?





Sarebbe bello, ma come fare? Semplice, costringendo il nostro corpo ad usare gli zuccheri durante l’allenamento. Siccome gli zuccheri, ossia i carboidrati, sono il combustibile principale di ogni attività fisica ad alta intensità, sia essa muscolare e/o metabolica, ecco la chiave. Allenarci ad alto impegno muscolare ed alta intensità metabolica. In tal modo il nostro corpo, visto che durante l’allenamento saranno state intaccate più o meno pesantemente le riserve di zuccheri, immagazzinate sotto forma di glicogeno nel corpo, che si trovano in quantità minori rispetto ai grassi, nel resto della giornata avrà come obiettivo riformare le scorte e preservarle per l’allenamento, utilizzando i grassi per tutte le altre attività, dal lavoro allo studio al sonno.

Ovviamente stiamo semplificando anche brutalmente, senza entrare nello specifico per quanto riguarda metodologie e protocolli di allenamento, e senza trattare il tema alimentazione che risulta essere altrettanto fondamentale per il raggiungimento di qualsiasi obiettivo di dimagrimento e di ricomposizione corporea (ossia migliorare rapporto tra muscolo e grasso).

Tuttavia il binomio per ogni dimagrimento deve essere: allenamento ad alta intensità + “fare pace con la forchetta”. Tutto il resto è noia.


PS: Non pensate che la corsa non serva a nulla, anzi. Serve ed è molto utile per tante cose, ma non per bruciare grasso durante l’allenamento. Se volete saperne di più sulla corsa vi rimandiamo al nostro articolo “Corsa e CrossFit”.

Spero di essere stato utile

Lorenzo Mosca



Per ulteriori approfondimenti vi rimandiamo alla nostra pagina "ARTICOLI MIGLIORI", oppure cliccate sotto:







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