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CrossFit® e dieta chetogenica: uno studio scientifico

di 3 Ottobre 2018 Giugno 8th, 2019 No Comments
CrossFit® e dieta chetogenica: uno studio scientifico

CrossFit® e dieta chetogenica: uno studio scientifico

Un recente studio scientifico analizza i risultati di una dieta chetogenica associata alla pratica del CrossFit®.

Cos’è la dieta chetogenica?

Possiamo definire un regime alimentare chetogenico quando la quota di carboidrati giornalieri è sotto i 30g-50g. Con questo protocollo alimentare di fortissima restrizione glucidica si costringe il corpo, dopo alcuni giorni, a spostare tutto il proprio metabolismo dai carboidrati ai grassi, utilizzando i cosiddetti corpi chetonici. Queste molecole organiche, come betaidrossibutirrato e acetoacetato, diventeranno il combustibile per quegli organi che, in condizioni normali, si alimenterebbero solo di glucosio, come il sistema nervoso centrale ad esempio.

Permettetemi di aprire una piccola parentesi. Mi sono sempre chiesto se la condizione normale del cervello fosse di andare a zucchero, ed in quel caso i corpi chetonici sarebbero una condizione emergenziale, oppure il contrario. Perché oggi di certo è così ma credo che per la quasi totalità dell’esistenza dell’homo sapiens sulla Terra la condizione sia stata l’opposta, con un cervello che andava a corpi chetonici (essendo l’uomo cacciatore e raccoglitore) e ogni tanto utilizzava il glucosio (visto che prima della scoperta dell’agricoltura le fonti glucidiche erano molto meno abbondanti di oggi). Ma questa è un’altra storia.

Analisi dello studio

Nonostante alcune limitazioni nello studio in questione, come ad esempio il campione molto piccolo (7 in chetogenica e 5 come gruppo di controllo), ed una differenza nel numero degli allenamenti (27 allenamenti per il gruppo in chetogenica contro i 20 del gruppo di controllo), lo studio ha dimostrato questi dati:

  1. Maggiore perdita di grasso nel gruppo che seguiva la dieta chetogenica
  2. Riduzione delle prestazioni nel gruppo che seguiva dieta chetogenica

Pur con innegabili vantaggi, e considerando i fattori limitanti, continuo a non ritenere l’optimum un regime chetogenico per un atleta di CrossFit®. Può avere senso su un amatore ma non su un agonista. (ricorda che il CrossFit® ha 2 facce)

Forse potrebbe, e sottolineo il condizionale, avere un senso se:

  1. Venisse praticata per un tempo limitato, inserito in un ciclo atto alla perdita di massa grassa.
  2. Si mettesse in conto una diminuzione delle prestazioni, quindi in questo caso sarebbe l’allenamento ad adeguarsi alla nutrizione. In periodi lontani dalle gare per poter attuare protocolli di ricomposizione corporea, ad esempio.

E comunque alla fine la domanda dovrebbe sempre essere:

Si possono raggiungere gli stessi risultati in termini di composizione corporea senza ridurre le prestazioni con un altro protocollo alimentare meno radicale?

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Lorenzo Mosca

Lorenzo Mosca

Con un passato agonistico nella Kickboxing e la vittoria di un titolo italiano Pro oltre ad una laurea con lode in Storia Contemporanea ed una in procinto di arrivare in Nutrizione Umana, dal "secolo scorso" ad oggi la mia passione per lo sport e per la conoscenza mi ha spinto a sperimentare ed affrontare nuove sfide. Sempre.